Rack Industriali i.4/4 – Servizi necessari

Una volta montato il rack industriale costituisce un insieme equilibrato di tecnologie che devono agire in equilibrio per mantenere le operazioni della nostra azienda. L’installazione prevede i settori integrati di diverse aree elettroniche di operazione quali: comunicazione telefonica, processi informatici, accessi ad Internet, interazione dati (per la logistica), sistemi di videosorveglianza, sistemi di continuità, sistemi di sicurezza dell’informazione. Di solito quindi ci troveremo con un disegno strutturale che razionalizza l’investimento prevedendo – per esempio – un unico gruppo di continuità per tutte le strutture e/o un’unica struttura di allacciamento ad Internet con la distinzione delle necessarie priorità di traffico e di accesso alle diverse aree logistiche dell’azienda.

Questa tabella potrebbe essere utile a distinguere in modo chiaro di tutto ciò che potremmo inserire nel nostro rack industriale:

Tipologia di Sistemi
(azienda piccola 20 pers.)
Attrezzatura / tecnologie Tipo di Servizio Consumo Minimo Tipico
(rete di 220 Volt in W/h)
Comunicazione Modem – Router – Hub di rete di distribuzione dei segnali Telefonia – Accesso ad Internet – Sistemi logistici – Sicurezza passiva 200 W
Informatici Server di rete – Computer centrali – Processori integrati – Server virtuali – Servizi in remoto Applicativi software – gestione aziendale – processi di accumulo informazione – gestione dei dati sensibili 800 W
Sicurezza Videomonitoraggio – gestione di aree protette / riservate Rete di camere attive – serrature / accessi a settori 200 W
Logistica Strutture di comunicazione e di veicolazione dei dati / sistemi di identificazione prodotti e di catalogazione Strutture di comunicazione dei dati dei prodotti (sistemi codici a barre / identificativi) – Gestione giacenze 600 W
Protezione dati Dischi di protezione dati (backup) – Firewall software e hardware di protezione Barriere di protezione dei dati sensibili dell’azienda – strutture di accesso e di protezione dei dati di ripristino della rete 150 W
Dimensionamento totale:
Struttura batterie a supporto (gruppo di continuità)
1.950 W

n. 8 batterie HP 220 – 12

Dall’elenco è facile intuire quanto sia importante garantire la continuità in servizio e in efficienza del rack industriale. La sua continuità in servizio e in efficienza operativa consente di rimanere tranquilli ai settori operativi e amministrativi di un’azienda che si possono concentrare nelle loro attività di base. Quando non esiste una logica integrata tra le risorse tecnologiche e la gestione dei dati aziendali, è normale che si rischi di perdere informazione così come spesso capita che le protezioni risultino ridondanti e/o isolate a singole attività quindi non all’insieme dell’informazione per la gestione. Di conseguenza il montaggio del Rack Industriale sarà anche la prima misura concreta per integrare la gestione e i risultati dei dati che potranno essere condivisi tra le diverse aree operative dell’azienda.

Altre misure di razionalizzazione delle risorse tecnologiche dell’informazione comprendono il fatto di poter impostare in quali orari si renderà operativa tutta l’infrastruttura di rete e con quali modalità di amministrazione dei flussi di dati saranno amministrate le attività di manutenzione (per esempio: aggiornamenti antivirus, firewall, plug-in e protezioni di sistema) e di sicurezza (per esempio: scansioni antivirus, deframmentazioni, copie di sicurezza, aggiornamenti di firmware, ecc).

Tutte le premesse evidenziate vanno a confermare l’importanza della gestione dei dati  con disponibilità continua dell’informazione ritenuta critica per la gestione aziendale e la possibilità di predisporre dei servizi di accesso sfruttabili 24 ore su 24.

Industrial Rack

In tutto questo scenario l’elemento di fondamentale importanza rimane sempre e comunque la metodologia con cui sono gestite le risorse tecnologiche in azienda. Il sistema informatico può – per esempio – essere la versione più evoluta esistente nel mercato ma non garantirà di per sé la sicurezza dei dati se non c’è una politica intelligente per l’accesso e la protezione dell’informazione.

Un esempio chiaro di questo tipo di politica è quella che consente di definire:

1)       chi ha accesso ai dati;

2)       quali sono gli elementi sensibili del totale dell’informazione;

3)       quali sono le prestazioni necessarie dall’apparecchiatura informatica e quali le perfomance richieste (tramite l’utilizzo degli strumenti di monitoraggio adatti);

4)       quale sarà il ciclo di manutenzione da eseguire;

5)       in quale modo sarà gestita la politica di backup e di protezione remota dei dati.

Su questo ultimo particolare merita evidenziare una considerazione di base. Dal Rack Industriale emergerà una razionalizzazione nell’utilizzo dell’attrezzatura ma la politica di sicurezza sarà quella che determinerà la reale validità di un modello di protezione efficace per l’organizzazione.

Anche se si conta su apparecchiatura collaudata la circolazione delle copie di sicurezza dei backup deve prevedere anche l’accadere di eventi che possono mettere a repentaglio l’organizzazione per intero (vedi incendio, fulmini, temporali, ecc.). Per questo motivo di consueto una copia di sicurezza con una periodicità predefinita (di solito non oltre una settimana) sarà cumulativa (non viene cancellata da nuove copie) e predisposta in una postazione fisica abbastanza lontana e fuori dalla sede centrale delle operazioni amministrative / informatiche. Seguendo questo tipo di definizione saremo in grado di rinforzare le impostazioni interne con la necessaria metodologia di ottimizzazione nella gestione dei dati.

Ecco come tutto il percorso, partendo dai concetti di base sui Rack Industriali, ci ha fatto scoprire che l’ottimizzazione dei dati in una qualsiasi infrastruttura fisica e/o tecnologica non è che la punta dell’iceberg delle metodologie per ottimizzare la circolazione e la protezione delle informazioni sensibili nelle nostre organizzazioni.

Con questo Dossier la SAF Italy vuole non solo confermare la possibilità di rinforzare l’utente finale con la necessaria fornitura di batterie e accessori ma fornire in modo aperto anche tutte le nozioni che derivano dall’esperienza che abbiamo costruito in più di 30 anni di esperienze accanto ai clienti. Siano consumatori finali siano importanti realtà commerciali sono sempre e comunque realtà in cui si giustificherà sempre la massima ottimizzazione dell’investimento nelle tecnologie e le protezioni necessarie (come le nostre forniture attuali di impianti di continuità e batterie per mantenere in funzionamento tanti sistemi elettronici che oramai sono sempre con la necessità di mantenersi attivi anche in caso di interruzione dell’energia elettrica: come per esempio la telefonia, il collegamento ad internet e la
TV via cavo in qualsiasi domicilio familiare odierno).

Rimaniamo sempre disponibili per ogni ulteriore commento, parere e/o suggerimento.
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Rack Industriali i.3/4: calcolo di strutture

Capita spesso che gli armadi di rete in utilizzo non siano specificatamente costruiti per alloggiare attrezzatura informatica e/o che non siano ottimizzati per raggiungere la resa migliore.

alternativa di postazione mobile

rack pc

Molte volte l’alloggiamento dei server e dei computer di rete viene scelto in base ad una questione di bisogno di spazio (per cui lo si colloca nel primo angolo disponibile!) anziché cercare di sistemare la struttura in verticale, in modo da renderla ottimizzata e consona al  livello d’importanza dei dati aziendali. E qua trova spazio la creatività! Si va dai server “nascosti” in bagno, ai cavi che passano accanto ai secchi per la pulizia e/o ai recinti dove si trova anche la spazzatura. Andiamo quindi alla prima regola di base da tenere in considerazione: lo spazio previsto per il rack industriale deve essere uno spazio appositamente studiato per prevedere la necessaria protezione dell’attrezzatura informatica e la sicurezza dei dati aziendali.

Fatta questa premessa dobbiamo quindi pensare ad una postazione che consenta di ottimizzare l’energia necessaria al raffreddamento e alla fornitura di energia, oltre a garantire un ambiente protetto da vibrazioni e polvere. In questo modo eviteremo di mettere in crisi il server nella stagione estiva, inoltre le attività di manutenzione saranno ridotte al minimo indispensabile, senza dover interrompere il servizio dell’intera apparecchiatura per lavori di manutenzione di base (pulizia e ritiro di sporcizia) o, peggio ancora, per dover sostituire la componentistica interna perché (dato l’eccesso di temperatura e/o umidità) si sono guastate schede interne e/o parti della componentistica elettrica.

L’utilizzo della tecnologia Power Over Ethernet (POE)

Questa tecnologia, di recente applicazione, consente di alimentare i rack aziendali da ogni cavo in cui arriva il flusso dei dati. La tecnologia POE riduce gli investimenti, evitando di dover installare cavi di alimentazione ad hoc e riducendo gli ingombri e le temperature di esercizio al minimo necessario per le attrezzature in utilizzo. In questo modo si raggiunge la vera flessibilità nell’installazione di telefoni IP (Internet Protocol – ovvero le linee telefoniche che sfruttano le reti dati invece delle vecchie linee telefoniche analogiche), di punti di accesso LAN (area locale di rete), di interruttori Wi-Fi e telecamere di sicurezza. Si attendono poi nuove innovazioni a breve termine, che andranno a  snellire il dispendio energetico derivato dall’alimentazione elettrica della componentistica del rack industriale, riducendo anche la necessità di utilizzo di apparecchiatura dedicata di raffreddamento.

Se analizziamo questa situazione nel complesso ci rendiamo conto che la fornitura elettrica supporta tutte le attività di comunicazione dell’azienda e non solo i processi informatici. Oggi si è ormai passati da una stima di poche centinaia ad una di migliaia di watt per mantenere funzionante tutta la rete e, di conseguenza, si è manifestata la necessità di avere un’alimentazione di backup. A questo carico di rete dovremmo aggiungere un impianto di continuità flessibile, in grado di aumentare la portata di batterie man mano che aggiungiamo attrezzatura elettronica, mantenendo sempre l’autonomia minima di almeno un’ora, per consentire un corretto salvataggio di tutte le impostazioni e i dati in utilizzo, molto prima del completo esaurimento energetico. Le batterie hanno poi la doppia utilità di agire quale struttura a tampone nel caso di sbalzi nella fornitura elettrica (sovratensioni per esempio) aggiungendo affidabilità alla continuità della disponibilità energetica.

Modularità nella distribuzione di attrezzature e spazi

Il tipico groviglio di cavi lascia quindi spazio a strutture di comunicazione e di fornitura energetica che non fanno più interferenza magnetica una sulle altre, consentendo anche un monitoraggio in tempo reale delle condizioni di fornitura. Per questo motivo si utilizzano dimensioni calcolate, per un efficace utilizzo dello spazio interno sia per i computer, sia per le unità di comunicazione di rete che avranno la possibilità di essere inserite nella larghezza standard prevista per il rack (la più comune è di 19” di larghezza frontale). Di conseguenza, i tre fattori che garantiranno l’affidabilità di rete saranno:

  • Controllo dell’alimentazione: allo scopo di conoscere lo stato di disponibilità energetica della rete in ogni momento; identificare e risolvere rapidamente eventuali guasti o inconvenienti ed eliminare grovigli di cavi, migliorando quindi l’accessibilità;
  • Monitoraggio dell’ambiente: di solito lo spazio è incustodito e ha luci basse o assenti, ma con sistemi passivi di monitoraggio volti ad essere consapevoli delle condizioni fisiche all’interno dell’armadio di rete,  garantendo la sicurezza delle apparecchiature in uso;
  • Gestione del raffreddamento: tipicamente il rack va controllato nel suo ambiente interno con sistemi complementari che compensano le variazioni previste nell’attrezzatura di climatizzazione aziendale. Nella stagione estiva (per esempio) consentiranno di ridurre l’impegno energetico nei momenti di non utilizzo (ore notturne e festivi) superando l’inadeguatezza del raffreddamento dell’intero edificio e raffreddando l’armadio, 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno.

Analisi del carico e dell’autonomia richiesta

Dopo aver appurato la quantità di energia elettrica necessaria per ogni attrezzatura elettrica ed elettronica, dobbiamo fare la stima del consumo massimo previsto per definire la portata dell’impianto di continuità e l’accumulo di energia da prevedere per il banco batterie da allacciare:

Attrezzatura tipo Watt di Consumo Tempo di utilizzo giornaliero W/h (Watt di consumo per tempo in uso)
Monitor di rete 70 Watt 4 ore 280 W/h
Modem + router 80 Watt 24 ore 1.920 W/h
Server di rete 250 Watt 24 ore 6.000 W/h
Unità di Disco di Backup 40 Watt 6 ore 240 W/h
Totale delle ore di operatività giornaliera 58 ore 8.440 W/h

Consumo Medio Calcolato e dimensionamento del pacco di batterie stazionarie

Facendo riferimento alla tabella dei consumi, risulta che il CMC è pari a 8.440 W/h e che il tempo in operatività ammonta a 58 ore.

Di conseguenza, otterremo un CMC ora calcolato di: 8.440  / 58 = 145,51 Watt / Ora sulla linea elettrica di 220 Volt.

Se il sistema usa batterie da 12 Volt gli Ampere-Ora Consumate (AOC) si otterranno dividendo il consumo globale per 10: 8.440 Watt / 10 = 844 Amp/h che arrotondato porterà a 850 Amp/h (Ah) da prevedere nel pacco batterie.

Di conseguenza l’autonomia prevista nel dimensionamento delle batterie stazionarie sarà facile da stimare utilizzando la seguente tabella:

AOC Assorbita Grandezza della Batteria o Banco di Batterie
in Uscita Batteria Tipo 22NF 24 27 8D DUAL 8D
sui 220 Volt Operatività tipica 90 minuti 140 minuti 180 minuti 400 minuti 900 minuti
in Watt Capacità 50 Ah 75 Ah 100 Ah 200 Ah 400 Ah
50 con autonomia di 9 ore 14 ore 20 ore 40 ore 80 ore
100 con autonomia di 4 ore 6 ore 10 ore 20 ore 40 ore
200 con autonomia di 2 ore 3 ore 4,5 ore 10 ore 20 ore
300 con autonomia di 1,3 ore 2,2 ore 3 ore 6 ore 12 ore
400 con autonomia di 1 ora 1,5 ore 2 ore 4,5 ore 10 ore
600 con autonomia di 0 0 1 ora 2,5 ore 6 ore
800 con autonomia di 0 0 0 1,5 ore 4 ore
1000 con autonomia di 0 0 0 1 ora 3 ore
1500 con autonomia di 0 0 0 ½ ora 2 ore
2500 con autonomia di 0 0 0 12 minuti 48 minuti

Nei sistemi stazionari l’energia viene immagazzinata mediante l’utilizzo di accumulatori del tipo VLRA , garantendo così anche la tenuta di emanazioni chimiche e/o potenziali danni all’apparecchiatura elettronica.

Per poter essere impiegato in un sistema stazionario, un accumulatore deve possedere le seguenti caratteristiche:

1)       elevata efficienza di utilizzo (rapporto tra energia immagazzinata ed energia effettivamente utilizzabile);

2)       lunga durata in regime di frequenti cicli carica / scarica (di solito sono batterie a 1.000 cicli completi di utilizzo);

3)       elevata resistenza di fronte a eventuali sbalzi termici;

4)       ridotta auto-scarica;

5)       elevato rapporto di massa energetica (capacità/volume);

6)       scarsa manutenzione e un sistema interno di ri-circolazione dei gas.

Fatte salve queste caratteristiche di fornitura elettrica avremo un dimensionamento giusto del nostro rack industriale che  – nell’esempio in oggetto – potrà utilizzare un pack di 4 delle nostre batterie HP 220 – 12

Troverai maggiori informazioni sui potenziali modelli di batterie da utilizzare cliccando QUI.

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Nella prossima – e ultima – puntata di questo Dossier pubblicheremo:

cap. 4 – Rack industriali: servizi necessari a mantenere l’efficienza

da pubblicare il: 01/02/2011

Dossier i.2/4 – Armadi industriali (rack) e installazione

Gli armadi (rack) industriali sono ampiamente usati nel campo industriale, nelle telecomunicazioni e in ambito informatico per contenere, in modo razionale e facilmente accessibile, tutti i componenti che sono di solito utilizzati per l’amministrazione di una rete informatica. Sono sempre più numerose le aziende di piccole e medie dimensioni che gli utilizzano per incrementare l’ efficienza nell’amministrazione della propria rete, sia dal punto di vista energetico e di investimento in attrezzatura informatica, sia poi dal punto di vista delle attività di manutenzione che si riducono notevolmente a confronto dell’installazione tradizionale di rete (senza l’utilizzo di un rack industriale).L'organizzazione interna di un rack industriale

In questo articolo approfondiremo alcuni aspetti tecnici da tenere in considerazione affinché sia garantito il raggiungimento dell’efficienza consentita dall’utilizzo di un rack industriale. Nella sua disposizione interna, di consueto, troviamo una distribuzione logica che corrisponde alle caratteristiche della componentistica da alloggiare all’interno del rack. Nella parte inferiore troveremo le batterie del gruppo di continuità che – date anche le sue dimensioni e peso – consentono di stabilizzare il rack con un baricentro basso, rendendolo così più stabile. Le batterie sono di solito impostate per consentire un’autonomia di 1 ora prima di entrare nella sequenza di autospegnimento in caso di mancanza di energia elettrica. Data la necessità di evitare emissioni acide e di poter contare su un ciclo di utilizzo completo (ovvero fino all’esaurimento dell’energia elettrica accumulata, ma senza danneggiamenti per le batterie), si utilizzano delle batterie di tipo VRLA (Valve Regulated Lead Acid battery – batteria all’acido regolata da valvole) che non hanno bisogno di manutenzione e – se stoccate nel modo giusto – non provocano fuoriuscite di acido e/o emissioni di gas. Queste batterie sono state sviluppate per garantire efficienza ed affidabilità, infatti, vantando il pregio di essere accumulatori a ricombinazione di gas (i vapori interni liberati nei processi di ricarica sono completamente assimilati nel processo di utilizzo), sono diventate l’alternativa più sicura per l’utilizzo in ambienti chiusi e accanto ad attrezzatura che non può assolutamente rischiare di essere esposta ad emissioni acide. Queste batterie sono munite di valvole di sicurezza, al fine di compensare eventuali incrementi di pressione interna ed impedire la fuoriuscita dell’acido, anche in caso di danneggiamento.componentistica interna del rack industriale

Le batterie VRLA sono costruite sulla base di due tecnologie differenziate, essenzialmente, dalla tecnica con cui è stato trattenuto l’elettrolito interno;

  • batterie AGM (Acid Glass Mate): l’acido solforico è immobilizzato tra gli elettrodi mediante assorbimento in una struttura microporosa in fibra di vetro;
  • batterie al Gel: l’acido è trattato in modo da assumere una consistenza gelificata, impedendone così la libera circolazione e fissandolo all’interno della struttura.

Di conseguenza le batterie VRLA consentono di raggiungere il 100% di utilizzo dell’energia accumulata (a confronto del 30 o 40% massimo raggiungibile nelle normali batterie veicolari all’acido – piombo) e possono essere utilizzate in qualsiasi posizione, senza pericoli di fuoriuscite.

Solitamente nel rack industriale troveremo, nella parte inferiore, le batterie ed il gruppo di controllo dell’impianto di continuità che, collegato tra la fonte esterna di energia e l’attrezzatura interna del rack, consente di garantire una fornitura elettrica bilanciata, protetta da sbalzi esterni e con l’autonomia di funzionamento predisposta dal pacco di batterie in utilizzo.

Il montaggio superiore del rack include i conettori di rete (switch) e i controllori di distribuzione dei segnali di rete (router e firewall di protezione) che mettono in collegamento l’intera struttura dei computer aziendali. Al di sopra di questa, troveremo quindi il computer principale amministratore dei servizi di rete (server) e le risorse collegate per la protezione dei dati (dischi per la generazione di copie di sicurezza e per la protezione dei dati sensibili dell’azienda).

L’installazione di tutti questi moduli ha un’impostazione progettata in funzione delle misure standard dei rack industriali (la larghezza standard è di 19 pollici / 48 centimetri) quindi troveremo tutta l’attrezzatura con una larghezza normalizzata e un’altezza minima, onde consentire un rendimento massimo dello spazio, lasciando comunque liberi gli interstizi tra ogni modulo, in modo da consentire la circolazione d’aria tra i diversi componenti.

Andando ancora più in alto, troveremo quindi le periferiche di accesso (tastiera + monitor + mouse) e, infine, il gruppo superiore di organizzazione degli allacciamenti di comunicazione, completo di ventole che tirano fuori l’aria dal rack industriale. Il rack è di solito fatto a tenuta quasi stagna per provocare una circolazione d’aria verso l’alto, senza infiltrazioni, e in grado di mantenere la temperatura adatta nell’intera attrezzatura alloggiata all’interno.

In ambienti particolarmente ostili alle attrezzature elettroniche (elevata umidità, oscillazioni termiche e/o polvere in aria) il rack industriale diventerà un alleato prezioso per garantire il sussistere di condizioni idonee a mantenere in funzionamento la rete informatica e la conservazione dell’informazione registrata.

Riepilogando, la struttura del rack industriale si conferma il modo migliore per amministrare la rete informatica, abbassando al minimo il rischio di interruzioni e gli interventi di manutenzione straordinaria. Il loro impiego consente di aumentare considerevolmente l’affidabilità funzionale della rete (e con essa la sicurezza nell’amministrazione dei dati), ottimizzando anche il consumo energetico e l’utilizzo dello spazio per gli elementi più sensibili dell’amministrazione di ogni sistema informatico.

Un particolare riguardo va anche alla sicurezza dei dati che, trovandosi all’interno di una struttura chiusa, diverranno accessibili solo a personale autorizzato e competente, garantendo anche la sicurezza in servizio di tutta l’informazione.

Oramai i rack industriali rappresentano una normale attrezzatura nelle aziende moderne consolidando la continuità dei servizi. Poi, tenendo in considerazione la predisposizione di un ambiente protetto per i server aziendali, consente di programmare i processi di manutenzione interna (dischi e sistemi operativi e aggiornamenti periodici) nei momenti di non utilizzo della rete (per esempio negli orari notturni), mantenendo una maggiore disponibilità di risorse per i momenti di maggiore impegno dell’infrastruttura negli orari commerciali. Infine, nel caso di aziende collegate con diverse postazioni logistiche e/o filiali, l’utilità del rack riveste un ulteriore ruolo di rilevanza, in quanto consente di predisporre in un’unica postazione anche i numerosi collegamenti tra le apparecchiature di comunicazione, mantenendo sicuri anche i servizi di trasferimento dati, la telefonia e le attrezzature informatiche specifiche ad ogni singola organizzazione (modem wireless, controlli funzionali della rete elettrica, dischi addizionale di copia di sicurezza dei dati, sistemi di sicurezza passiva, ecc).

Nel nostro prossimo articolo, tratteremo il dimensionamento di progetto dei rack industriali ed approfondiremo le spiegazioni sulle impostazioni particolari che consentono di mantenere le condizioni ideali di funzionamento dell’attrezzatura informatica, comunemente in utilizzo nelle aziende moderne.

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cap. 3 – Rack industriali: calcolo di strutture

da pubblicare il: 25/01/2011

cap. 4 – Rack industriali: servizi necessari a mantenere l’efficienza

da pubblicare il: 01/02/2011

Dossier i.1/4 – Armadi Industriali (rack) e Batterie Stazionarie

L’armadio industriale (conosciuto anche come rack dal suo termine anglosassone) è un sistema standardizzato di installazione di componenti hardware che consente di ottimizzare il rapporto di spazio e di investimento necessario per montare un gruppo di computer (di solito i server) e le strutture di supporto funzionale (impianti di continuità, collegamenti di rete, allacciamenti a Internet e apparecchiatura di protezione e di accesso alle configurazioni di rete).armadio per l'organizzazione delle attrezzature informatiche

Di solito il rack consente di raggruppare in uno spazio ridotto tutte le attrezzature necessarie all’amministrazione di una rete informatica includendo anche i sistemi di comunicazione e di sicurezza dell’informazione (backup). Di conseguenza spesso diventa il vero cuore del sistema informatico nelle aziende medie – grandi e (giusto per questo) si costituisce come garanzia di disponibilità dei sistemi informatici dell’organizzazione. Giusto per questa doppia utilità, di aumento dell’efficienza nell’utilizzo dello spazio e di criticità delle attrezzature contenute, diventa spesso l’investimento sicuro che ogni azienda deve fare per avere continuità nella circolazione e nell’accumulo della sua informazione, così come un consistente risparmio economico derivato dall’integrazione energetica di tutti i sistemi in una unica struttura standard (in un rack ben pianificato, statisticamente, il risparmio globale si traduce nel valore di una postazione di lavoro completa per un addetto ogni anno).

Questa tipologia di armadi è diffusa nel campo industriale, delle telecomunicazioni e informatico e, man mano, aumenta la quantità di aziende piccole e medio – grandi che si accorgono dell’utilità di avere  un contenitore unico per le attrezzature di rete che mantenga in sicurezza i computer e che consenta anche di gestire in modo efficiente l’investimento necessario a mantenere l’attrezzatura informatica per intero. Il risparmio deriva da un utilizzo concentrato degli spazi che consente – per esempio – di raffreddare tutto l’insieme di apparecchiature in uno spazio concentrato, diminuendo così la dispersione termica e i pericoli di interruzione della rete dovuta al collasso, blocco o scollegamento di un qualche singolo componente.

Per questo motivo i rack diventano anche un fattore critico da saper sfruttare perché è normale che si raggiunga un consumo energetico continuo attorno i 1.000 w e che si debbano predisporre dei sistemi di sicurezza per la copia dei dati e la conservazione dell’informazione sensibile per l’organizzazione. Con questo criterio la scelta dell’impianto di continuità deve essere configurata in modo specifico per consentire di equilibrare gli sbalzi di tensione elettrica così come impostare la configurazione giusta per agire nel caso di interruzione della fornitura elettrica.

Il fatto di integrare in un unico spazio tutte le attrezzature consente poi di adottare soluzioni ‘intelligenti’ per la condivisione delle risorse. Esistono sistemi e collegamenti per utilizzare un unico gruppo schermo – tastiera – mouse per tutti i server in sistemi così gli impianti di continuità. Questi collegamenti si concentreranno in un unico spazio prevenendo le dispersioni energetiche e/o la messa a rischio dell’intera struttura informatica per qualche connessione non protetta fuori dalla struttura del rack.

Il pacco batterie, tenendo in considerazione che spesso i server rimangono sempre accessi  a supporto dell’’intero impianto, sarà dimensionato consentendo ca. un’ora di autonomia senza energia elettrica dopodiché agirà, di solito, seguendo una sequenza preconfigurata di spegnimento per evitare di rischiare la perdita e/o il danneggiamento dei dati derivata dalla mancanza di energia ai computer.

Questo nostro post avrà continuità in altre tre fasi che prevedono di spiegare: 2. la tipologia delle installazioni eseguite; ,3. il calcolo delle strutture di fornitura e; 4. i servizi necessari a mantenere l’efficienza degli armadi centralizzati per l’infrastruttura tecnologica in azienda.

Tutti questi sono servizi che di solito SAFItaly.it fornisce ai suoi clienti aiutandoli ad amministrare nel miglior modo possibile l’informazione e le installazioni energetiche dell’organizzazione. La SAFItaly.it provvede inoltre a fornire le batterie, l’impianto di continuità e le strutture di calcolo alle quali si potranno poi aggiungere le attrezzature informatiche e di comunicazione di cui avrà bisogno il singolo utente.

Contattateci per ogni ulteriore commento e/o suggerimento: icp@safitaly.it

cap. 2 – Rack industriali: tipologia di installazione

da pubblicare il: 18/01/2011

cap. 3 – Rack industriali: calcolo di strutture

da pubblicare il: 25/01/2011

cap. 4 – Rack industriali: servizi necessari a mantenere l’efficienza

da pubblicare il: 01/02/2011

Batterie da moto: tra manutenzione e prevenzione

La batteria di moto è un componente assai delicato, soprattutto per i motociclisti che usano la moto solo nella bella stagione. Le batterie da moto sono molto sensibili ai lunghi periodi di inattività e, se non sottoposta ad una manutenzione costante, spesso si rovina nel periodo di fermo.

Batterie da moto: prevenzione e prestazioni Di conseguenza la batteria va tenuta in carica, anche se non si utilizza il mezzo, tramite un manutentore di carica in grado di mantenerne in condizioni ideali e di monitorarne lo stato di conservazione.

In alcuni casi la batteria moto viene venduta con un kit dove si trova l’acido per il rabbocco e con i cavi da collegamento, utili per mantenere la tensione durante l’inverno. Se si compra una batteria da moto, spesso non si può prescindere del caricabatterie a corredo in grado di garantirne la durata per il completo ciclo di vita previsto per il prodotto. I caricabatterie consentono nella pratica di garantire la partenza anche quando la moto è ferma da diverso tempo (quindi con un probabile maggior impegno energetico per il primo avviamento di ripresa o di prova del motore).

Un buon caricabatterie da moto consente di regolare elettronicamente i cicli di carica e di manutenzione della capacità energetica garantendo una prestazione ottimale in qualsiasi momento in cui ci sia bisogno nonché prevenendo fenomeni tipici come l’evaporazione dell’elettrolita o la solfatazione della batteria e/o dei suoi contatti. Nelle moto moderne poi c’è l’importanza aggiuntiva di avere sempre il massimo dell’energia disponibile all’avviamento tenendo in considerazione la necessità di accensione delle luci in automatico, l’attivazione del processo di diagnosi elettronica precedente alla messa in moto e, infine, la sequenza di avviamento programmata nel mezzo (di solito prima di avere energia elettrica dal generatore si devono verificare: test dei sensori elettronici e degli indicatori di cruscotto, entrata in pressione del circuito di alimentazione, auto calibrazione della centralina alle condizione rilevate, energia necessaria alla messa in moto del motorino di avviamento).

Nel caso dell’avviamento dopo un lungo periodo di fermo è normale che si debba ripetere la sequenza di avviamento per due o tre volte con la conseguente necessità di disporre di almeno 500 Amper di spunto disponibili per confermare l’effettiva messa in moto. Una batteria scarica e/o non mantenuta non sarà in grado di completare questo processo rischiando di provocare ulteriori spese per l’acquisto di una batteria nuova e/o il rischio di danneggiamento della delicata apparecchiatura elettronica (da una irregolare fornitura di energia elettrica).

Di conseguenza il prezzo di acquisto di un caricabatteria (di solito attorno ai 40 €uro) è tutto sommato contenuto a confronto delle spese a cui si potrebbe far fronte e l’acquisto è più che consigliato consentendo anche di allungare la vita della batteria a periodi in servizio molto simili alle batterie da auto. Attraverso il caricabatteria si può tenere la propria batteria moto sempre ben carica o disponibile all’inizio della stagione anche senza doversi impegnare in nessuna attività di manutenzione (ci si scorda proprio del fatto di dover provvedere alla manutenzione della batteria).

Quindi per la batteria moto vale il principio secondo il quale se si spende un po’ di più alla fine dei conti ci si guadagna, anche parecchio tenendo in considerazione che si può arrivare a triplicare la durata in servizio della batteria.

La Solfatazione: un nemico in agguato

La causa più comune di esaurimento di una batteria , insieme alla rottura meccanica è la La solfatazione è la causa più frequente di guasto della batteriasolfatazione delle piastre interne. Quando la batteria viene scaricata completamente si forma solfato di piombo sulle piastre in forma cristallina riducendone progressivamente il contatto con l’elettrolita. Se si continua con le scariche aumenta la quantità di solfato sulle piastre fino a diventare uno strato biancastro di Solfato di Piombo. In queste condizioni la batteria perde già parte della sua capacità di accumulo di energia elettrica. Procedendo ancora si arriva, oltre alla completa scarica, ad interrompere completamente l’attività elettrochimica nella batteria stessa. In queste condizioni la batteria diviene inutilizzabile e non potrà più essere ricaricata se non ad un livello molto inferiore alla sua capacità nominale. E’ questo il motivo per cui una batteria al piombo non deve essere mai completamente scaricata pena la distruzione della batteria stessa. Occorre inoltre ricordare che anche scariche parziali, ma prolungate e ripetute nel tempo, danno origine allo stesso fenomeno anche se più lentamente e con esiti meno evidenti.

Esaurimento del liquido interno

Un’altra causa di completo guasto della batteria è il livello troppo basso dell’elettrolito. In genere, quando questo avviene è per evaporazione dell’acqua in esso contenuta, e non dell’acido che evapora a temperature ben superiori. In queste condizioni le piastre interne rimangono scoperte nella parte superiore ossidandosi a causa dell’ossigeno dell’aria e quindi danneggiandosi. Inoltre la parte bassa delle piastre si trova a lavorare in un liquido acido molto più denso del dovuto con possibilità di danneggiamento (per corrosione) delle piastre stesse. Questi due fenomeni possono determinare una caduta, sul fondo della batteria, di materiale conduttivo che può arrivare a cortocircuitare l’elemento stesso della batteria rendendolo inutilizzabile e con lui la batteria stessa.

Nel caso di verificarsi questi inconvenienti, e dipendendo del livello di danno effettivamente arrecato, bisogna sottoporre la batteria all’analisi con una speciale tipologia di tester e ripristinare i liquidi interni per poi eseguire una sequenza pretarata di cicli di carica – scarica allo scopo di recuperare il più possibile la sua densità energetica interna (in quantità di watt rilasciati per chilogrammo di peso).

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10 Consigli per la Salute della Tua Batteria Veicolare

Da una normale batteria al piombo-acido il tuo mezzo riesce e sfruttare non solo energia, ma trae anche continuità e affidabilità nelle prestazioni del lungo inventario di apparecchiatura elettronica che porta con sé ogni veicolo attuale.SAFItaly è un'azienda attiva nella fornitura e nella manutenzione delle batterie veicolari di ogni tipologia

Segui questi semplici 10 consigli e ne godranno sia la tua tranquillità, sia le tue tasche:

1) Non lasciare mai nessuna apparecchiatura accesa a motore spento;

2) Recupera la carica almeno una volta ogni due settimane;

3) Evita il più possibile luoghi di parcheggio con eccessiva umidità;

4) Per quanto riguarda la manutenzione di una batteria tipica veicolare (al piombo – acido):

- se possibile, collega un manutentore di carica almeno nei tempi di lungo fermo;

- verifica il livello dell’elettrolita almeno due volte il mese. Il livello indicato è sempre a pari altezza del lato inferiore delle aperture di riempimento;

- non riempire eccessivamente il liquido interno. Deve rimanere spazio anche per la normale dilatazione che si produce nel processo di carica;

- nel caso fosse necessario effettuare un riempimento, completa il liquido mancante solo con acqua distillata. Non utilizzare mai acqua normale, poiché provocherebbe corrosione nei terminali;

* i seguenti consigli sono utili anche nella manutenzione delle batterie di ogni altra tipologia:

- per assicurare una buona connettività pulisci periodicamente i terminali con un pennello di ottone o rame;

- quando si scollegano i connettori, occorre prima muoverli lateralmente verso i lati e, solo dopo, spingere su delicatamente per staccare i terminali. Evitare di fare eccessiva forza e/o impatti (Possono provocare il distacco dei contatti interni della batteria);

- quando si ricollegano i connettori occorre fermali in modo deciso, ma senza causare impatti tra di loro. Utilizzare del grasso siliconato anti – corrosione e fissare i dadi, ma senza provocare uno sforzo limite;

- Lo stesso grasso può essere utilizzato per sistemare un leggero velo attorno al contatto, prevenendo così l’accumulazione di polvere e residui di corrosione;

- Nel caso in cui gli inconvenienti continuino ancora dopo aver eseguito queste manutenzioni, può darsi che il problema risieda nel generatore, nell’impianto di ricarica oppure nel regolatore di tensione. In questo caso, converrebbe portare la macchina a far revisionare da un elettrauto.

5) All’avviamento mantieni spenta tutta l’apparecchiatura elettrica ed elettronica, almeno finché il motore non sia in funzionamento stabile (dopo la fase di avvio);

6) Verifica regolarmente che il vano batterie non abbia screpolature, segni di perdite di acido e/o rotture che provochino instabilità per la batteria;

7) Controlla la tenuta del fissaggio dei connettori;

8) Una volta l’anno fa controllare il regolare funzionamento del generatore. Alcuni segni di problemi sono:

- bruciatura di lampadine;

- avviamento a singhiozzo;

- luce carica generatore accesa;

- fusibili che saltano senza trovare inconvenienti;

- livello di elettrolita che cala senza spiegazione;

- attenuazione del cruscotto e/o altre luci quando attivate le frecce.

9) Niente alte temperature e/o rigonfiamenti: effettuare un processo normale di ricarica e prevenire il blocco delle vie di sfogo, evitano rischi che possono derivare anche in incendi e/o esplosioni;

10) Occhio all’occhio magico: oggi è normale che le batterie abbiano un occhio di controllo per verificare lo stato di salute dell’elettrolita contenuto. Nel coperchio della batteria, infatti, sono riportate le istruzioni su come interpretare la colorazione che si vede da questa finestrella.

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Questi sono consigli generici che ti aiuteranno a raggiungere la vita massima della tua batteria. Di solito una batteria d’automobile ha un’aspettativa di vita attorno i 4 o 5 anni, mentre quelle di motociclo attorno ai 2 anni. Ovviamente queste sono cifre generiche ed è da verificare la qualità e la tipologia dei materiali con cui è stata fabbricata la batteria in tuo possesso. Solitamente, dovrebbe essere il fabbricante ad indicarvi la durata aspettabile della batteria e le cure sopradette, insieme a un sistema di ricarica in buona salute, che vi aiuteranno a raggiungere la durata massima prevista per la batteria. Tutto questo anche a garanzia di una fornitura stabile di energia elettrica, che eviterà guasti e/o malfunzionamenti negli accessori elettrici ed elettronici della tua macchina.

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Batterie – Merita investire su di loro

La batteria è un dispositivo dell’auto che richiede speciale cura sia nell’acquisto sia nella conservazione.

investire nella batteria

Non è un caso che il 42,5% dei servizi di assistenza realizzati nelle strade nel 2004 (secondo il RACC spagnolo) sia collegato a problemi della batteria, mentre solo il 13,92% degli inconvenienti è collegabile al motore. Tuttavia il principale problema è distinguere la versione giusta di batteria in un mercato molto variegato, nel quale si possono trovare decine di marche ciascuna con le sue versioni, prezzi e qualità.

Quale scegliere? A quale prezzo?.., dare priorità al prezzo o alla qualità? queste sono le domande principali di chi deve periodicamente tentar di ottimizzare l’investimento nella batteria, così come garantire la continuità delle prestazione del veicolo.

Oggigiorno ogni tipologia di veicolo include sofisticati sistemi elettronici – perlopiù –altamente sensibili alle irregolarità funzionali nell’energia elettrica. Non si tratta solo di disporre della quantità giusta di energia per far partire il motore, ma di avere la regolarità necessaria per garantire la corretta prestazione dei sistemi elettrici ed elettronici. Un esempio chiaro di questo tipo d’impegno è costituito dal fatto che oggi non ci sia più la possibilità di far partire un veicolo “a spinta” e che ancora prima di accendere il motore ci deve essere energia a sufficienza per mantenere l’immobilizer, oppure per far entrare in pressione la benzina all’interno del sistema di iniezione. Ancor peggio, una prestazione irregolare della batteria può far “saltare” sistemi elettronici vitali (come le bogine, l’abs o il can bus) senza i quali il veicolo non riuscirebbe a funzionare.

Gli esperti consigliano – a prescindere del modello scelto  – di scegliere modelli che offrano copertura completa nella manutenzione e nella sostituzione in garanzia, con una riserva di energia di almeno 300 amper (oltre la capacità specificata dal manuale del proprietario) e una buona protezione in grado di inibire eventuali probabilità di perdite di acido, annullando così la corrosione nel vano motore o alle strutture del veicolo.

Spesso le opzioni migliori sono le batterie di gamma media che non siano le più costose, ma con potenza – prestazioni e sicurezza simili o leggermente superiori a quelle dell’impianto originale.

Conviene quindi fare un confronto intelligente tra i prezzi di mercato e le prestazioni di ogni modello di batteria, tenendo in considerazione che sono molti i sistemi elettronici che dipendono da una fornitura efficiente di energia e che la loro riparazione / ricambio risulta ben più costosa di quanto non sia mantenere sicurezza nella continuità delle prestazioni della batteria.

La continuità nella prestazione delle batterie garantisce la sicurezza dell’automobile, mantenendo il sistema di allarme attivo e con una riserva di energia sufficiente per attivare il motore, anche in condizioni di lunga inattività e alta umidità (situazione classica per le macchine lasciate parcheggiate per strada).

Avendo a disposizione il modello più adatto di batteria, per il modello specifico di veicolo, è importante tenere in considerazione la manutenzione della tenuta di energia lungo il tempo ed è proprio questo l’aspetto più delicato, che può essere risolto con semplici accorgimenti. L’obiettivo di questi interventi è prevenire di dover cambiare la batteria ogni due anni (meno del 50% della vita utile standard) oppure di dover sborsare una cifra ben superiore al costo della batteria o del sistema di manutenzione, della carica per il rimorchio della macchina ferma e/o della riparazione dei sistemi elettronici danneggiati da una  somministrazione irregolare di energia elettrica.

Questo Blog si propone di pubblicare interventi utili ad ottimizzare l’utilizzo e la disponibilità di energia elettrica nei veicoli moderni. Un tema molto sensibile a chi di solito ne subisce le conseguenze, ma spesso dimenticato da chi potrebbe avere più sicurezza nelle prestazioni della sua auto.

Puoi contattarci per avere ulteriori consigli e/o informazioni a: icp@safitaly.it

Dacci il tuo parere e includeremo le tematiche più attinenti alle aspettative dei conducenti, visto che … lo siamo anche noi!

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